Archiviato in: Dolci | Tag: crema pasticcera, dolce, festa, tanti auguri gesù
In periodo festivo è facile abbuffasri fino a scoppiare.
Il consiglio è: mangiate l’ultima fetta di panettone, ma con la crema!
Andate e mangiate a tutte le cene e i pranzi ai quali vi hanno invitato, chiedete anche il bis delle cose più buone; fate poco movimento e al massimo giocate a Solo.
Prima di dire addio definitivamente alle feste invernali prendete ancora una fetta di panettone adagiandola in un piatto fondo.
In una pentola fate bollire mezzo litro di latte con dei pezzi di limone (buccia e polpa!), in una terrina montate quattro tuorli con quattro cucchiai di zucchero, poi amalgamate due cucchiai e mezzo di farina (rasi, non colmi).
Spegnete il latte bollito e togliete il limone, versatevi il composto montato e scioglietelo nel latte, riaccendete il fuoco e lasciate sobbollire mescolando continuamente per qualche minuto.
Versate la crema sulla fetta di panettone, magari mugolando “creeeeemaaaaa” come farebbe Homer Simpson.
La quantità descritta basta per un numero variabile da 1 a 10 persone.
A questo punto sedetevi in poltrona, inarcando la schiena per respirare meglio, e attendete la deflagrazione.
Dopo diverso tempo di silenzio, faccio tesoro degli ultimi commenti suggerendo un gran sugo a base di porco.
Fate un soffritto abbondante di cipolla, aggiungete una salsiccia sbudellata per ogni commensale, quando si sarà sfaldata aggiungete del radicchio tagliato sottile e del pomodoro.
Lasciate sobbollire per qualche decina di minuti.
Un po’ di grana, dato che a noi piace star leggeri.
E buon compleanno dio!
Autunno tempo di radici.
La domenica era il giorno in famiglia. Nonostante fossi a casa da scuola mi svegliavo lo stesso presto per poter fare colazione con l’orzobimbo e la televisione accesa: i miei si sarebbero svegliati più tardi e solamente alle nove con mamma e nonna si andava a messa.
Dopo la messa la dottrina e, prima di tornare a casa per il pranzo, si passava in edicola per prendere Topolino.
Carne lessa, brodo e patate. Ogni domenica.
L’abitudinarietà mi spaventava; forse è per questo non mi sono perso una puntata di Cowboy Bebop.
Mi piaceva stare con mia nonna a sbrodegare in cucina, provare a fare delle torte, scoprire come le pentole si possono bruciare, sentirmi grande perchè sapevo lavare i piatti.
Quando è venuta l’ora di decidere cosa fare da grande ho capito inconsciamente che la vena artistica della mia famiglia, non quella di preti&suore, avrebbe potuto esprimersi anche attraverso tece e pignate.
Continuo a guardare ArtAttak e non ho salvato ancora la mia famiglia dall’abitudinarietà del pranzo domenicale (odio il sibilio della pentola a pressione riempita di carne lessa!), però si può rimpire un pentolino di acqua e incalcarlo di pezzettoni di arancia, un cucchiaino di zucchero, e un paio di foglie di menta.
Lo lasci intiepidire un poco.
Continuano le influenze autunnale anche qui.
Montate 4 uova intere con 400g di zucchero, aggiungete 200g di burro fuso, mezzo bicchiere di latte, 500g di farina, la buccia grattuggiata di un limone e un pizzico di sale. Amalgamate il tutto bene (in sucessione come scritto).
Preparate 5 mele (meglio quelle gialle) tagliate a pezzetti, nell’impasto mescolate una bustina di lievito e immediatamente le mele.
Infornate in una teglia predentemente imburrata e infarinata (rende meglio il pan grattato però) a 170° per 1 ora minimo.
Le dosi qui sono per una tortiera grande, diametro 30cm.
Fuori da casa mia solamente la magnolia non ha perso le foglie: quando stavamo di là del confine, io mi ci arrampicavo per scappare alla furia genitoriale che si scaraventava contro di me (a ragione!) con secchiate d’acqua gelata, dato che le mani non arrivavano. Quando scendevo arrivava anche il resto.
I colori dell’autunno sono l’arancione zucca e il viola radicchio.
Fate un soffritto di cipolla aggiungendo della zucca pelata e tagliata a dadini, cuocetela per venti minuti con del brodo vegetale (sedano carota & cipolla) fino a spappolare il tutto.
A parte fate saltare del radicchio tagliato a listarelle con solamente una lacrima di vino rosso. Lasciate andare per una decina di minuti.
Nella zucca buttate il riso e procedete come un normale risotto (guardate qui), a cinque minuti dalla fine aggiungete il radicchio.
Mantecate con burro e abbondante grana.