Il desco volante


L’osteria fuori porta
6 Aprile, 2009, 9:33 am
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Non avrei mai pensato di recensire un posto in questo blog, che nasce con tutt’altri intenti.

Due sono le motivazioni che mi spingono a parlare di questa osteria, la prima perchè probabilmente è tutta una leggenda metropolitana, la seconda perchè alla base c’è la tutela e la promozione di un territorio nel territorio stesso in un modo che ho cercato di descrivere nelle linee guida e che, un giorno o l’altro, descriverò in modo preciso.

Sto parlando dell’Osteria senza Oste: siamo in un punto imprecisato e non segnalato lungo la strada del prosecco, in modo approssimativo dalle parti di Valdobbiadene, dove le colline trevigiane sono ricoperte da viti. (continua…)



Il 17 gennaio è il giorno del Porco
16 Gennaio, 2009, 10:12 pm
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Il 17 gennaio la chiesa cattolica festeggia Sant’Antonio Abate, primo eremita;  nell’iconografia classica viene posto accanto ad un maiale, simbolo massimo dei vizi carnali che egli sconfisse durante il suo percorso d’ascesi.

sant_antonio_abate

Il cattolicesimo diffondendosi nei paesi mediterranei tentò di portare, quale retaggio orientale, la naturale avversione nei confronti del  porco; in Europa però il maiale non è mai stato un diretto concorrente dell’uomo nell’alimentazione (viveva brado nelle foreste cibandosi di ghiande, mentre in oriente avrebbe mangiato ciò che mangiava l’uomo) diventando invece simbolo di  ricchezza e abbondanza per la famiglia. In pressoché tutte le versioni del Paese di Cuccagna il maiale, assieme ai maccheroni con il cacio, è la figura che non manca mai.

Questo ha portato all’interpretazione popolare di Sant’Antonio Abate quale protettore dei maiali, poiché non ci sarebbe altra interpretazione possibile nell’accostamento delle due figure.

Il 17 gennaio è il giorno del Porco.

A seconda delle diverse interpretazioni in questo giorno si può o non si può uccidere un maiale, si deve o non si deve benedire la stalla; il 17 gennaio resta comunque il giorno celebrativo del vero migliore amico dell’uomo.

Il Porco è il Salvatore dell’uomo da fame e miseria: come segno di continua celebrazione e massimo rispetto non viene gettato nulla del suo corpo e il rito sacrificale è giorno sacro che prevede l’astensione da scuola e dalle altre attività lavorative.
Ogni gesto del rituale viene guidato dal norcino con la massima sapienza e consapevolezza: l’innalzamento del Porco che, quasi fosse crocefisso, domina la corte, la raccolta del sangue che ancora caldo viene usato per la torta, la condivisione delle carni fresche del maiale tra i convenuti, il rito di crescita attraverso la ricerca dello stampo per i salami; il vino. E tutti i partecipanti al rito sono legati da un sentimento alto di rispetto per il Porco e dalla consapevolezza dalla carnalità della propria vita.

E a noi quale modo migliore resta di celebrarlo se non rivendicare il rovesciamento di significato che già la nostra gente compì rifiutando il maiale quale simbolo del peccato?



Alla radice
4 Novembre, 2008, 1:37 pm
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Autunno tempo di radici.

La domenica era il giorno in famiglia. Nonostante fossi a casa da scuola mi svegliavo lo stesso presto per poter fare colazione con l’orzobimbo e la televisione accesa: i miei si sarebbero svegliati più tardi e solamente alle nove con mamma e nonna si andava a messa.

Dopo la messa la dottrina e, prima di tornare a casa per il pranzo, si passava in edicola per prendere Topolino.

Carne lessa, brodo e patate. Ogni domenica.

L’abitudinarietà mi spaventava; forse è per questo non mi sono perso una puntata di Cowboy Bebop.

Mi piaceva stare con mia nonna a sbrodegare in cucina, provare a fare delle torte, scoprire come le pentole si possono bruciare, sentirmi grande perchè sapevo lavare i piatti.

Quando è venuta l’ora di decidere cosa fare da grande ho capito inconsciamente che la vena artistica della mia famiglia, non quella di preti&suore, avrebbe potuto esprimersi anche attraverso tece e pignate.

Continuo a guardare ArtAttak e non ho salvato ancora la mia famiglia dall’abitudinarietà del pranzo domenicale (odio il sibilio della pentola a pressione riempita di carne lessa!), però si può rimpire un pentolino di acqua e incalcarlo di pezzettoni di arancia, un cucchiaino di zucchero, e un paio di foglie di menta.

Lo lasci intiepidire un poco.



Torta di mele
25 Ottobre, 2008, 11:12 am
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Continuano le influenze autunnale anche qui.

Montate 4 uova intere con 400g di zucchero, aggiungete 200g di burro fuso, mezzo bicchiere di latte, 500g di farina, la buccia grattuggiata di un limone e un pizzico di sale. Amalgamate il tutto bene (in sucessione come scritto).

Preparate 5 mele (meglio quelle gialle) tagliate a pezzetti, nell’impasto mescolate una bustina di lievito e immediatamente le mele.

Infornate in una teglia predentemente imburrata e infarinata (rende meglio il pan grattato però) a 170° per 1 ora minimo.

Le dosi qui sono per una tortiera grande, diametro 30cm.



Crostini
17 Settembre, 2008, 3:00 pm
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Quando mangiate una zuppa, un minestrone o una brodaglia cosa c’è di meglio se non pocciare dentro dei crostini di pane.

Ecco come farne di prelibati.

Prendete del pan carrè, o del pane con tanta mollica morbida e tagliatelo in modo da ottenere dei cubi di circa un centimetro.

In una padella, dopo aver sciolto una noce abbondante di burro, lanciate il pane e lasciatelo rosolare fino a raggiungere un grado croncantezza consistente.

Aggiungete anche degli aromi che si confacciano con la vostra zuppa: rosmarino tritato e aglio per i fagioli, noce moscata per le patatae, poi ancora paprika, peperoncino, cannella…