Il desco volante


Il 17 gennaio è il giorno del Porco
16 Gennaio, 2009, 10:12 pm
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Il 17 gennaio la chiesa cattolica festeggia Sant’Antonio Abate, primo eremita;  nell’iconografia classica viene posto accanto ad un maiale, simbolo massimo dei vizi carnali che egli sconfisse durante il suo percorso d’ascesi.

sant_antonio_abate

Il cattolicesimo diffondendosi nei paesi mediterranei tentò di portare, quale retaggio orientale, la naturale avversione nei confronti del  porco; in Europa però il maiale non è mai stato un diretto concorrente dell’uomo nell’alimentazione (viveva brado nelle foreste cibandosi di ghiande, mentre in oriente avrebbe mangiato ciò che mangiava l’uomo) diventando invece simbolo di  ricchezza e abbondanza per la famiglia. In pressoché tutte le versioni del Paese di Cuccagna il maiale, assieme ai maccheroni con il cacio, è la figura che non manca mai.

Questo ha portato all’interpretazione popolare di Sant’Antonio Abate quale protettore dei maiali, poiché non ci sarebbe altra interpretazione possibile nell’accostamento delle due figure.

Il 17 gennaio è il giorno del Porco.

A seconda delle diverse interpretazioni in questo giorno si può o non si può uccidere un maiale, si deve o non si deve benedire la stalla; il 17 gennaio resta comunque il giorno celebrativo del vero migliore amico dell’uomo.

Il Porco è il Salvatore dell’uomo da fame e miseria: come segno di continua celebrazione e massimo rispetto non viene gettato nulla del suo corpo e il rito sacrificale è giorno sacro che prevede l’astensione da scuola e dalle altre attività lavorative.
Ogni gesto del rituale viene guidato dal norcino con la massima sapienza e consapevolezza: l’innalzamento del Porco che, quasi fosse crocefisso, domina la corte, la raccolta del sangue che ancora caldo viene usato per la torta, la condivisione delle carni fresche del maiale tra i convenuti, il rito di crescita attraverso la ricerca dello stampo per i salami; il vino. E tutti i partecipanti al rito sono legati da un sentimento alto di rispetto per il Porco e dalla consapevolezza dalla carnalità della propria vita.

E a noi quale modo migliore resta di celebrarlo se non rivendicare il rovesciamento di significato che già la nostra gente compì rifiutando il maiale quale simbolo del peccato?


1 Commento finora
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Lunga vita al maiale!
E al Desco pure, grande!

Commento di stefano




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