Novecento, atto secondo
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31 Luglio, 2008, 8:41 am
Archiviato in: Secondi | Tag: carne alla pizzaiola, novecento atto secondo, olmo e anita
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Se il giorno dopo si deve continuare a studiare o semplicemente farsi i fattacci propri, e meglio preparare qualcosa di veloce, in modo da far partire subito il film.
Basta prendere uno spicchio d’aglio e farlo soffriggere leggermente in una pentola con dell’olio, aggiungere poi della passata di pomodoro, sale e abbondnante origano. Quando comincia a bollire mettete una fetta di carne (anche normalissime bistecche) per ogni commensale e lasciate andare a fuoco dolce per un quarto d’ora.
Il Mereghetti non è molto generoso, e probabilmente questa modesta carne alla pizzaiola non è il meglio, ma dovremo soffermarci sugli aspetti didattici del film. Ed esaltarci per Olmo e Anita.
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e buttarci anche due patate nella pentola??
Commento di cometaperiodica 1 Agosto, 2008 @ 1:55 amle patate potrebbero starci, però non affogherebbero (come nello spezzatino) nel sugo quindi difficilmente si cuocerebbero, poi la cottura è veloce quindi a maggior ragione la patata farebbe fatica.
Commento di http://descovolante.wordpress.com/ 1 Agosto, 2008 @ 12:30 pmIl mereghetti è impietoso, ma giusto. Il film è un grande affresco, un’ottima ricostruzione storica. Inoltre sono molto orgoglioso che larga parte sia stata girata nella mia Mantova e nella campagna mantovana. Ma i toni epici e didattici lo rovinano.
Quanto alle bistecche, le ho fatte ieri stesso anch’io, facendo sciogliere un po’ di mozzarella (la “pizzaiola”). Io preferisco infarinarle e farle scottare a fuoco vivo nell’olio. Il problema è che poi non puoi lasciarle stracuocere, ed il pomodoro rimane liquido. Allora ho prima ristretto in un’altra padella il pomodoro con aglio e origano: ma immagino che l’impego di due pignatte sia già lontano dallo spirito di semplicità e urgenza della tua ricetta…
A proposito, ispirato dal tuo blog ho cominciato anch’io sul mio a parlare di ricette, come se non fosse gia sufficiente il tempo che ci spreco sopra.
Commento di matteo 2 Agosto, 2008 @ 12:36 pmE’ ambientato più che altro nell’emiliano a dir la verità, ma siamo lì dai…il Mereghetti è giusto sì in fondo, soprattutto quando dice che è l’atto secondo che fa della propraganda antipadronale in cui i paesani sono sempre i buoni.
Commento di valeriaccia 2 Agosto, 2008 @ 4:00 pmRiguardo la mozzarella hai ragione, sarebbe sua madre buona metterla; è che è fastidiosa quando sul piatto si rapprende e non è più in scioglievolezza.
Riguardo a Novecento sottolineo che il monologo di Olmo, quando guarda in camera, spiega che si è dimostrato che sono stati i padroni a foraggiare il fascismo e i fascisti come Attila. Non è certo un film che resterà nella storia in quanto film (tutti dalle mie parti lo ricordano esaltati per la ricostruzione della vita contadina, la stessa che ho potuto annusare attraverso i miei genitori), ma è un film che esalta.
Commento di soupe84 2 Agosto, 2008 @ 5:47 pm“E vedo… vedo… Attila e Regina… ATTILA e REGINA”, Anita, bellissima, all’inizio e alla fine del film, in piedi su di un covone, a delineare le linee del socialismo nel quale di lì a poco avrebbero vissuto. Eh, una contadina anziana, sussurra sconsolata “Beata gioventù che vede quello che non c’è”.
Commento di Luna di Giugno 2 Agosto, 2008 @ 7:42 pmBellissimo!
Novecento è retorico e magniloquente oltre ogni ragionevole soglia. Ma anche la reggia di Versailles lo è, per non parlare della Sagrada Familia o dell’inno nazionale tedesco. Chi ha detto che le opere d’arte devono essere per forza equilibrate e ben calibrate?
Commento di masaccio 3 Agosto, 2008 @ 2:09 pmMa le belle opere d’arte lo sono. Non includerei tra queste Versailles e San Pietro.
Commento di matteo 3 Agosto, 2008 @ 5:42 pmmereghetti è un cretino, nessuna giustificazione.
Commento di lussu 3 Agosto, 2008 @ 6:08 pmi contadini buoni e i padroni cattivi?
mah. alla fine sembrano come don camillo e pepone …
Mereghetti non è un cretino. E’ un moralista e non ama i toni epici. Bisogna conoscerlo per capire quando è fazioso.
La scena della prostituta epilettica è girata in vicolo Prato, a Mantova. E la scena del trasloco autunnale è girata dalle parti di Suzzara-Guastalla. Il resto è emiliano. Ma noi mantovani siamo emiliani.
Commento di matteo 4 Agosto, 2008 @ 2:59 pm