Il desco volante


El sbatoeto
20 Luglio, 2008, 11:46 pm
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Dalle mie parti la L non si pronucia, o meglio si pronuncia una semiconsonante dorsopalatale rilassata , qualcuno potrebbe chiamarlo sbatoleto, come direbbe belo. E’ da questi fonemi che vedi se uno è veramente autoctono.

(Mi scuso per la mia poca dimestichezza informatica, un giorno riuscirò a inserire la L sbarrata del precedente link)

El sbatoeto è per i bambini quando stanno male, è per quando non riesci a dare quel maledetto esame o non riesci a dargliele a quel maledetto prof; non è propriamente un antidepressivo perchè ti rinvigorisce e ti dà energia.

Prendi un uovo e con maestria dividi il bianco dal rosso (col sbatoeto non c’è albume e tuorlo), metti la palla rossa in una tazza; aggiungici un cucchiaio di zucchero e con una forchetta sbatti vigorosamente fino ad ottenere una crema quasi bianca che raddoppia di volume. A cucchiaite, col cucchiaino, da un bicchiere che poi ti lecchi i baffi: non ci sono controindicazioni.

I più sofisticati aggiungono orzo, caffè solubile o altri aromi.

I borghesi ci aggiungono del moscato e fanno cuocere la crema a bagnomaria in un pentolino di rame. E hanno un cuoco che lo fa per loro.


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Da me si chiama SBATUDIN.
Voglio l’angolo cucina sinistra Piave

Commento di Jack Frost




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